Sviluppo

Costruzione di backend ad hoc, che permettano all’amministratore di concetrarsi sui contenuti da gestire.

Backend

Il “backend” è un’area riservata protetta da password, accessibile dall’amministratore in possesso delle opportune credenziali, da dove è possibile gestire i contenuti e le impostazioni del sito. Il mio laovoro e il mio impegno sono di fornire un’interfaccia grafica amministrativa che permetta la manipolazione del sito con estrema semplicità ed intuitività. Il principio su cui costruisco il backend è basato sul fatto che non tutti i componenti necessitano di essere modificati e non tutte le parti modificabili devono essere eliminabili. Quindi ogni spazio previsto nel template grafico sarà gestibile in autonomia ma con rigorosi controlli da parte del sistema e opportuni “blocchi” per impedire che il sito si “spacchi” o generi “stranezze”.

L’analisi preliminare mi permette di progettare un backend ad hoc dove siano gestibili solo le parti che realmente ne abbiano l’esigenza, senza affollare di strumenti inutili che con il tempo generano confusioni. Il metodo appena descritto ha lo scopo di ottimizzare il lavoro dell’amministratore, il quale, a scapito di qualche libertà inutile, si può dedicare ai contenuti che rappresentano l’aspetto fondamentale di un sito e ne influenza la successiva interazione con gli utenti e con i motori di ricerca.


Test e debug

In ultimo, ma non per questo meno importante, c’è la fase del perfezionamento in cui sarà concesso al cliente un periodo di test (beta testing), che varierà in base alla tipologia e alla complessità del sito. Lo scopo è quello di provare in tutte le sue funzionalità il sito web e rintracciare eventuali anomalie o errori (bug) per poi segnalarli e risolverli prima della consegna definitiva del prodotto finale.


CMS

Molti siti oggi sono costruiti utilizzando i CMS, che col passare degli anni e il lavoro di intere comunità di programmatori, hanno raggiunto una notevole e rispettosissima maturità. Non sono contrario all’utilizzo di questi strumenti purché non ne venga fatto un abuso eccessivo. Si deve sempre pensare che maggiore è la libertà e peggiori sono le prestazioni.

Non di rado mi imbatto in siti fatti con WordPress, Drupal o Magento e non posso non notare una lentezza eccessiva ed un elaboratissimo sistema di gestione. Purtroppo non sono i CMS ad essere controindicati, ma l’utilizzo eccessivo che si fa’ dei moduli aggiuntivi (plugins e themes) che essendo sviluppati con lo scopo di risolvere il maggior numero di problemi e basati su mere previsioni di utilizzo, gli autori, sono costretti ad implementare un numero di opzioni eccessivamente elevate e a gestire un numero di informazioni spesso superflue per la maggior parte dei casi, sfociando inevitabilmente in quello che io chiamo “accozzaglia di plugins”.


No ai Page builder

I famosi e sempre più usati “page builder”, disponibili sul web, sono secondo la mia personalissima opinione, strumenti totalmente inutili, complessi e incontrollabili. L’apparente libertà è contrapposta ad un fastidiosissimo contro effetto e perdita di tempo prezioso, generando spesso in modo anomalo una incoerenza tra le pagine o una notevole difficoltà a ricreare su tutte le pagine lo stesso stile di presentazione perdendo in prestigio e affidabilità, perché un sito che, da una pagina all’altra, cambia troppo il tema, rischia di trasmette la sensazione di smarrimento, di tirato via, di mediocre, provocando un’involontaria opinione negativa a svantaggio dell’azienda.

Per ovviare alle incoerenze preferisco costruire amministrativi più “limitati”, non nel senso che non possano fare molto, ma nel senso che devono fare solo quello che è previsto che facciano, in modo da mantenere una linearità e una logica omogenea su tutto il sito senza perdere mai di vista l’obbiettivo primario del gestore, che non è certo preoccuparsi della grafica, delle colonne o della formattazione, ma le sue energie devono essere concentrate sui contenuti che richiedono qualità, attenzione e cura.


Wordpress usato come framework

I framework sono librerie di uso comune che permettono di risparmiare tempo e diminuire i rischi di bug durante lo sviluppo di un software. Per tenere bassi i costi e tempi di sviluppo, anche io uso spesso WordPress ma solo come framework, cioè come piattaforma che prevede di default un tema amministrativo, una gestione degli utenti e un sistema di permalink. Limito l’utilizzo di plugins di terze parti, costruendo ad hoc quelli necessari al caso specifico, tranne che per i seguenti tre che trovo utili: wp-smtp (per l’invio di email sfruttando un server smtp invece del classico PHP, il quale finisce spesso negli spam), woocommerce (per avere già un sistema funzionante di gestione ordini, prodotti, magazzino che nel corso degli anni ha raggiunto una maturità e stabilità che me lo hanno fatto preferire alla soluzione che usavo precedentemente), il wpml (per la gestione dei multi lingua).

Tutto il resto viene sviluppato da zero, a partire dal tema e un’area amministrativa integrata nel tema che personalizza il backend: aggiungendo menu ad hoc per la gestione del sito e sopprimendo tutto quello che non serve. La personalizzazione è ovviamente da computare di caso in caso, perchè ogni sito web ha le sue funzionalità ed ogni cliente ha il suo metodo di lavoro.


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